La diffusione dei disturbi alimentari è in aumento e siamo consapevoli che i casi noti sono molti meno di quelli effettivi. Ho deciso di cambiare titolo e, se così si può dire, ampliare il discorso che parte sicuramente dalla mia personale esperienza di anoressia che ora considero alle spalle ma che fosse più inclusivo abbracciando tutte le persone, in particolare le donne, che hanno un brutto rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
Che sono tantissime. Purtroppo.
Dopo quasi un anno di “recovery” dall’anoressia di una vita mi rendo conto quanto conquistare un buon rapporto con il cibo e con la propria fisicità sia molto complicato. Non solo per chi nasce con una predisposizione a sviluppare un disturbo alimentare ma per tutte le donne.
Conosco pochissime donne che non siano a dieta o che comunque adottino un qualche tipo di restrizione alimentare. Ancora meno donne capaci di accettarsi e che non desiderino modificare il proprio corpo in qualche modo.
Non vi siete mai chieste perchè tutte le donne occidentali vogliano essere magre ? Quando nasciamo, prima di essere influenzati dalla società, nessuna di noi pensa che magro sia meglio di grasso come del resto bianco sia meglio di nero (e gli esempi si moltiplicano).
Le persone che ci circondano, la società ad un certo punto ci “insegnano” ciò che è bene e ciò che è male e noi, ovviamente, assorbiamo le informazioni.
Ma è possibile che da adulte, una volta che risulti chiaro che si tratta di slogan pubblicitari che non tengono assolutamente conto di come è fatta ciascuna di noi, non ci venga il desiderio di ribellarci a questa cultura della dieta e della magrezza? A uno stereotipo di donna lontano dal 99% di ciascuna di noi? Uno stereotipo promosso da chi ci vuole far sentire sbagliate, brutte e inadeguate per puntualmente venderci la soluzione per cambiare e raggiungere la felicità?
E non propinatemi la cazzata che “magro” uguale a “sano” per favore… la salute non c’entra proprio nulla.