Quante donne che non soffrono di DCA si piacciono davvero fisicamente? Non molte. Pretendere quindi che uscire da un disturbo alimentare significhi all’improvviso piacersi è decisamente eccessivo.
Credo che l’obbiettivo del lasciarsi alle spalle l’anoressia e il desiderio di dimagrire sempre di più sia quello di accettare il proprio corpo così com’è senza cercare di attuare comportamenti restrittivi e/o compensatori per ridurlo.
Accettare un corpo che può non corrispondere ai canoni estetici che questa società votata alla magrezza ci propone, accettare le proprie imperfezioni e ridimensionare l’importanza che ha l’aspetto del nostro corpo rispetto a tutto ciò che siamo come persone.
Non è facile, credo che sia la parte più difficile del guarire da un dca. Ma si può fare nel momento in cui si ha ben presente che non ricorrere a condotte restrittive o compensative (e quindi non dar ascolto alla voce della malattia) è l’unico modo per uscirne davvero e vivere una vita degna di essere vissuta.
Se ti guardi in giro non è semplice, la maggior parte delle persone è a dieta e attribuisce all’aspetto fisico, alla magrezza in particolare, una grandissima importanza. Guarire dall’anoressia vuol dire ritrovarsi l’unica a non seguire una dieta, l’unica a non parlare di taglie e palestra o di beveroni sostitutivi. Potresti sentirti sola ma tu sai che non sei come le altre, tu non puoi ricaderci.
Vivere in questa società per chi ha una storia di dca è difficile così come credo sia difficile disintossicarsi dall’alcol e vivere in un paese in cui il vino è sempre presente. Ma forse è più facile comprendere l’alcolismo che i disturbi alimentari e forse ti sentirai sola ogni tanto e incompresa ma il tuo destino è nelle tue mani e tu sai bene cosa devi fare se vuoi che l’anoressia non faccia più parte della tua vita.
Non mollare.