Il peso è un grosso problema per chi soffre di un disturbo alimentare ma riveste troppa importanza purtroppo anche per gli operatori sanitari che si occupano di dca e questo secondo me è davvero grave.
Il primo problema legato al peso è che troppi sanitari e istituzioni valutano la gravità o la sussistenza stessa di un disturbo alimentare basandosi sul peso di una persona.
Si può soffrire di un dca, anche in modo molto grave, a qualsiasi peso corporeo.
Se pensi che la principale causa di morte di chi soffre di un disturbo alimentare sia il deperimento fisico ti sbagli, sono maggiori i suicidi.
Il fatto che ancora oggi il peso sia un metro per giudicare la gravità di un dca non solo rende l’accesso alle cure più difficile per tante persone che soffrono e vorrebbero curarsi ma soprattutto alimenta quel fenomeno ben noto per cui non ci si sente “abbastanza” malati per chiedere aiuto o anche per riconoscere di avere un problema a volte.
Leggo ogni giorno storie di ragazze che non essendo fortemente sottopeso non pensano di aver bisogno di aiuto.
Operatori sanitari che si complimentano per la forma fisica e il basso BMI invece di andare oltre alle apparenze e indagare il profondo disagio interiore che alberga in tante donne ossessionate da palestra e alimentazione.
Il peso riveste anche un ruolo troppo centrale nei percorsi di cura.
Nei miei ricoveri il peso è sempre stato controllato quotidianamente, è stato deciso un peso da raggiungere e mantenere. Un approccio totalmente sbagliato.
Quando ho iniziato il mio percorso con Tabitha a novembre ho capito che per guarire dall’anoressia è fondamentale DECIDERE di non dare più importanza al proprio peso e di non controllarlo più attraverso l’alimentazione e l’attività fisica.
Come si fa a insegnare al proprio cervello che un dato non è importante e che quindi non deve suscitarci ansia ne paura se lo misuriamo continuamente?
Funziona che ti ricoveri o inizi un percorso di cura, viene deciso un peso “corretto” e viene formulato un piano dietetico per raggiungere quel peso. Una volta raggiunto il peso? Nel mio caso è stata aggiunta attività fisica con l’obbiettivo di mantenere quel peso e non superarlo.
Alla luce di ciò che so oggi sui meccanismi dell’anoressia comprendo quanto questo modo di affrontare l’anoressia (o un un altro dca) sia sbagliato e quando sia normale che in tanti anni non sia mai riuscita davvero a guarire.
Fa molto più paura (forse anche agli operatori sanitari purtroppo) ma l’unico modo di guarire davvero è ABBANDONARE questo tipo di controllo e decidere di fidarsi del proprio corpo.
Finchè non usciremo dall’ottica di dover in qualche modo controllare il nostro peso con alimentazione o attività fisica non saremo mai davvero liberi dai disturbi alimentari.
L’unico modo è rinunciare ad ogni restrizione e compensazione e lasciare che sia il nostro corpo a decidere il proprio peso.
So bene quanto possa far paura anche a una donna che non soffre di disturbi alimentari in una società così attenta all’apparenza ma per esperienza ti posso dire che è l’unico modo per guarire davvero dall’anoressia.