Fame mentale, quando pensi sempre al cibo

Se hai vissuto un disturbo mentale o hai esperienza di diete restrittive sai che il cibo può diventare un vero chiodo fisso. Una delle parti più disturbanti dell’anoressia che ancora oggi che sono in “recovery” da novembre ogni tanto avverto.

La realtà è che il pensare in modo ossessivo al cibo è semplicemente il modo che ha il nostro corpo di comunicarci che ha fame. La fame fisica è sicuramente più facile da accettare e anche da soddisfare, soprattutto quando stai seguendo un percorso di recovery.

La prima regola di questo percorso è onorare la fame e se onorare quella fisica è difficile onorare quella mentale lo è mille volte di più. Cerchiamo di raccontarci che non è fame, che siamo solo interessate al cibo, che è normale pensare a ciò che ci piacerebbe mangiare ma la realtà è che quando questi pensieri occupano gran parte della nostra mente e ci tengono svegli la notte non è normale.

O meglio. E’ una naturale risposta del nostro cervello che ci vuole spingere a mangiare e un segno quindi che in qualche modo, magari senza accorgercene (ma spesso ce ne accorgiamo e lo neghiamo anche a noi stesse) stiamo ancora restringendo mangiando meno di ciò che vorremmo o cose diverse da quelle che realmente vorremmo.

La fame mentale è valida tanto quanto quella fisica e, se vuoi guarire da un disturbo alimentare restrittivo, devi imparare ad assecondarla tanto quella fisica.

Ignorarla porta solo ad aumentare i pensieri e rafforzare i meccanismi di restrizione che tengono in vita la tua malattia.

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