La paura va affrontata, anche nei dca

Una delle teorie più accreditate relativamente ai disturbi del comportamento alimentare di tipo restrittivo è che il perdurare della malattia sia in larga parte causato da una paura comune a chi soffre di queste malattie: la paura di aumentare di peso.

La maggior parte di chi si ammala di anoressia inizia con una dieta o comunque con una restrizione alimentare volta a perdere peso. Chi ha questo tipo di predisposizione e il “giusto” ambiente famigliare si ammala e quella che per molte ragazze è una semplice dieta si trasforma in un percorso di auto distruzione.

Le azioni di chi si ammala di anoressia dicono al cervello “Ingrassare è da temere, è peggio della morte”

La conseguenza è una costante sensazione di ansia e paura che si alimenta ogni volta che restringiamo, compensiamo o comunque agiamo in modo da avvalorare la tesi che “Ingrassare = male supremo”.

Il nostro cervello è molto potente e la paura è uno dei mezzi che usa per salvarci da situazioni potenzialmente pericolose. Non fa distinzione tra un pericolo reale come potrebbe essere un orso infuriato oppure una minaccia indotta come, appunto, aumentare di peso.

Ora qualcuna di voi starà pensando che la società di oggi, i media, i social lanciano dei messaggi non molto distanti da quello dell’anoressia. Questa cosa non aiuta anche se da sola non è causa di dca.

Come si può quindi spiegare al nostro cervello che l’aumento di peso non è qualcosa da temere, che non c’è nulla di male nel non avere un fisico minuto e indossare una xxs?

Nello stesso modo in cui abbiamo insegnato al nostro cervello a temere l’aumento di peso quindi attraverso le azioni.

Agendo “come se” l’aumento di peso non ci facesse paura.

Ogni volta che NON restringi ciò che mangi, ogni volta che non compensi con l’attività fisica, che riposi sul divano reprimendo il bisogno di muoverti per “bruciare” calorie è come se spiegassi al tuo cervello che non c’è niente di male a fare tutte queste cose, non c’è nulla da temere.

Ogni volta che decidi di non salire sulla bilancia dici al tuo cervello che il peso non conta e che non ti interessa quel numero.

Non è facile per niente ma, credimi, il neural rewriting è l’unico modo davvero efficace per uscire dalla prigione dell’anoressia.

Più a lungo alimenti la credenza che un corpo più in carne è il male, che aumentare di peso sia il male attraverso il tuo comportamento e più l’ansia e la paura si rinforzeranno.

“Riprogrammare” il tuo cervello (neuroplasticità) non è facile, è faticoso e richiede costanza e grande impegno ma ti assicuro che funziona.

Ricordati che tu non sei i tuoi pensieri e che puoi decidere di non agire i tuoi pensieri se questi sono dettati dalla malattia. E’ una tua scelta.

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